NORMATIVA
Nuova Sabatini 2026: requisiti, contributo e come fare domanda
Guida alla principale agevolazione per chi compra macchinari: chi può chiederla, quanto vale il contributo su beni strumentali e investimenti green, come si presenta la domanda. E il dettaglio che molti ignorano: si cumula con la garanzia pubblica fino all'80% del finanziamento.
Redazione · 19 febbraio 2026
La Nuova Sabatini è il contributo statale che copre parte degli interessi sui finanziamenti per l’acquisto di macchinari, impianti e tecnologie digitali. Possono chiederla tutte le PMI con sede in Italia, per investimenti tra 20.000 euro e 4 milioni. La domanda si presenta alla banca, non al Ministero, insieme alla richiesta di finanziamento.
Perché ti riguarda:
- Se nel 2026 hai in programma un macchinario, un impianto o un investimento digitale, questa è l’agevolazione con la procedura più semplice: niente bando, niente click day, una sola pratica che viaggia con il finanziamento.
- Lo stesso finanziamento può essere coperto dal Fondo di Garanzia PMI fino all’80%. È il punto che molti titolari non conoscono, ed è il motivo per cui la misura merita più attenzione di quanta ne riceva.
- I fondi sono a esaurimento: la legge di bilancio 2026 ha stanziato 650 milioni di euro per il biennio 2026 e 2027, come indica la scheda ufficiale del MIMIT. Chi presenta domanda presto prenota le risorse.
Chi può chiedere la Nuova Sabatini
I requisiti sono pochi e verificabili in un pomeriggio. Li riporta la scheda della misura sul sito MIMIT, che rimanda al decreto-legge 69/2013, articolo 2, la norma che ha istituito l’agevolazione.
| Requisito | Cosa significa in pratica |
|---|---|
| Dimensione PMI | Micro, piccola o media impresa secondo la definizione europea |
| Sede | Sede legale o almeno un’unità locale in Italia |
| Stato dell’impresa | Regolarmente costituita, iscritta al Registro delle imprese, non in liquidazione volontaria |
| Salute finanziaria | Non rientrare nella definizione europea di impresa in difficoltà |
| Aiuti pregressi | Nessun aiuto dichiarato illegale dalla Commissione europea e non rimborsato |
| Settore | Tutti i settori produttivi, incluse agricoltura e pesca; escluse attività finanziarie e assicurative |
L’oggetto dell’investimento deve essere un bene strumentale nuovo di fabbrica: macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali. Restano fuori terreni, fabbricati e beni usati.
Quanto vale il contributo
Il meccanismo è indiretto. L’impresa ottiene da una banca o da una società di leasing aderente un finanziamento tra 20.000 euro e 4 milioni, di durata non superiore a 5 anni. Il MIMIT riconosce un contributo pari agli interessi calcolati su quel finanziamento a un tasso convenzionale, indicato nella scheda ufficiale:
- 2,75% annuo per gli investimenti ordinari;
- 3,575% annuo per gli investimenti in tecnologie 4.0;
- 3,575% annuo per gli investimenti green, ammessi per le domande presentate dal 1° gennaio 2023;
- 5% annuo per la linea capitalizzazione riservata a micro e piccole imprese costituite in società di capitali che aumentano il capitale sociale in occasione dell’investimento, mentre per le medie imprese il tasso resta al 3,575%.
Tradotto per chi decide: più l’investimento è qualificato, digitale o green, più il contributo pesa. Su un macchinario connesso o su un impianto a basso impatto il tasso convenzionale maggiorato rende il costo reale del debito sensibilmente più leggero rispetto al finanziamento nudo.
Il punto che pochi conoscono: il cumulo con il Fondo di Garanzia
Qui sta il vero motivo per cui la Nuova Sabatini è sottoutilizzata rispetto al suo potenziale. Molti titolari la valutano solo come sconto sugli interessi e si fermano lì. Ma la scheda MIMIT precisa che il finanziamento può essere assistito dalla garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese fino all’80% del suo ammontare.
In pratica lo Stato interviene due volte sulla stessa operazione: paga una parte degli interessi con il contributo e garantisce la banca sulla quota più rilevante del capitale. Per l’impresa significa due cose concrete: la delibera del finanziamento diventa più probabile anche senza garanzie reali da mettere sul piatto, e le condizioni negoziabili con la banca migliorano, perché il rischio dell’istituto scende. Per una PMI manifatturiera che compra un centro di lavoro da qualche centinaio di migliaia di euro, la combinazione delle due misure cambia la trattativa bancaria molto più del solo contributo.
Come si presenta la domanda
La sequenza conta più dei moduli, perché gli errori di procedura sono la prima causa di revoca. Secondo le FAQ ufficiali del MIMIT, la domanda si compila sulla piattaforma telematica dedicata con SPID, CNS o CIE, si firma digitalmente e si trasmette via PEC all’indirizzo della banca o dell’intermediario aderente. Il percorso completo:
- L’impresa individua il bene e chiede il preventivo al fornitore.
- Compila la domanda sulla piattaforma e la invia via PEC alla banca insieme alla richiesta di finanziamento, valutando con l’istituto anche l’attivazione della garanzia del Fondo.
- La banca delibera il finanziamento e trasmette la pratica al Ministero, che adotta il provvedimento di concessione.
- Solo dopo la trasmissione della domanda l’impresa può avviare l’investimento: le FAQ sono esplicite, il programma deve iniziare in data successiva, non coincidente né antecedente, alla PEC.
- L’investimento va concluso entro 12 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento, e la richiesta di erogazione deve arrivare entro 120 giorni dal termine previsto per la conclusione.
L’errore che brucia più pratiche è banale: firmare l’ordine o versare un acconto prima di aver trasmesso la domanda. Prima la PEC, poi qualunque impegno con il fornitore.
Quando conviene muoversi
La Nuova Sabatini non ha una scadenza di presentazione: lo sportello resta aperto fino a esaurimento delle risorse, che per il biennio 2026 e 2027 ammontano ai 650 milioni stanziati dalla legge di bilancio. Le domande però si accumulano nel corso dell’anno, e uno sportello sospeso in attesa di rifinanziamento è uno scenario già visto nelle misure a esaurimento. Chi ha un investimento in agenda per il 2026 ha convenienza a costruire la pratica a inizio anno.
Il contesto rafforza il ragionamento: chi compra macchine utensili sta già facendo i conti con listini e tempi di consegna in movimento, come raccontano i dati sugli ordini di macchine utensili analizzati dalla nostra testata sorella. Per la procedura passo per passo, con gli errori che fanno respingere la pratica, è utile anche la scheda operativa di Economia B2B.
La sintesi per il titolare: requisiti larghi, procedura bancaria e non ministeriale, contributo maggiorato su 4.0 e green, garanzia pubblica fino all’80% sullo stesso finanziamento. Sono le condizioni tipiche di un’agevolazione che vale la mezza giornata necessaria a impostarla bene.