GUIDA
Con l'iperammortamento il leasing dimezza i tempi di recupero
La maggiorazione fiscale 2026 sui beni 4.0 arriva fino al 180%, ma vale solo se l'impresa ha utili da abbattere. Con il leasing il beneficio si incassa in metà tempo rispetto all'acquisto diretto, ed è cumulabile con la Nuova Sabatini al netto del contributo.
Redazione Finanza B2B · 13 settembre 2026
L’iperammortamento 2026 maggiora fino al 180% il costo fiscale di un bene strumentale nuovo, ma il beneficio resta sulla carta per chi non ha utili da abbattere. Chi finanzia l’investimento in leasing invece del contante recupera lo stesso vantaggio in circa metà del tempo. Sono i due numeri che un consulente di finanza agevolata deve mettere sul tavolo prima che il cliente firmi l’ordine.
Perché ti riguarda
La misura sostituisce Transizione 5.0 e cambia natura: non più credito d’imposta compensabile subito, ma maggiorazione delle quote di ammortamento deducibili. Per un’impresa con utili solidi il conto è semplice, la deduzione abbatte le imposte quasi da subito. Per un’impresa che arriva da un anno debole o in perdita, la stessa maggiorazione può restare inutilizzata per anni, e la scelta fra acquisto diretto e leasing decide quanto in fretta quel beneficio diventa cassa vera.
Quanto vale la maggiorazione e per quali beni?
Il decreto interministeriale MIMIT-MEF del 7 maggio 2026, attuativo dell’articolo 1 commi 427-436 della legge di bilancio 2026 (legge 199/2025), fissa tre aliquote per scaglioni di investimento annuo: 180% fino a 2,5 milioni di euro, 100% fra 2,5 e 10 milioni, 50% fra 10 e 20 milioni. Rientrano i beni strumentali nuovi degli allegati IV e V della legge 199/2025 (la stessa lista tecnologica della vecchia stagione 4.0, con requisito di interconnessione ai sistemi aziendali) e gli impianti di autoproduzione energetica da rinnovabili fino al 105% del fabbisogno. La finestra degli investimenti ammessi va dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Perché la capienza fiscale conta più dell’aliquota?
Il punto che distingue l’iperammortamento da un contributo a fondo perduto è la natura stessa dello strumento: aumenta il costo deducibile, non restituisce soldi. Un’impresa con profitti stabili e prevedibili massimizza il valore della maggiorazione perché la usa quasi subito, secondo l’analisi di GrifoFinance. Un’impresa con redditività irregolare o che arriva da perdite pregresse rischia invece di lasciare buona parte della maggiorazione inutilizzata, semplicemente perché non ha abbastanza imponibile da abbattere negli anni in cui matura la quota. Prima di consigliare l’investimento, il conto sulla capienza fiscale dei prossimi tre-cinque anni viene prima del calcolo dell’aliquota.
Leasing o acquisto diretto: cosa cambia per la cassa?
Il beneficio fiscale complessivo è identico nelle due forme, ma i tempi di recupero no. Con l’acquisto diretto la maggiorazione si spalma sul piano di ammortamento ordinario del bene, che per molti macchinari dura cinque anni o più. Con il leasing finanziario, la maggiorazione segue invece la durata del contratto di locazione, tipicamente più corta del piano di ammortamento fiscale: per un bene con coefficiente che comporterebbe cinque anni di ammortamento ordinario, il leasing può portare il recupero della maggiorazione a circa due anni e mezzo, con un anticipo di incasso del beneficio fino a 42 mesi in alcuni casi, secondo le stime di ReteAgevolazioni e Studio Professionale. Per una PMI che vuole liberare cassa in fretta, o che non vuole immobilizzare capitale nell’acquisto di un bene a bassa velocità di ammortamento, il leasing pesa meno sulla liquidità e accelera l’effetto della deduzione sul conto economico.
Si può sommare alla Nuova Sabatini?
Sì, ma non sull’intero costo del bene. La normativa ammette il cumulo fra iperammortamento e altre agevolazioni nazionali ed europee sullo stesso investimento, a condizione che il sostegno complessivo non superi il costo effettivamente sostenuto. In pratica, spiega Fiscal Focus, la base di calcolo della maggiorazione va ridotta dell’importo del contributo in conto interessi riconosciuto dalla Nuova Sabatini: la maggiorazione si applica quindi sul costo residuo del bene al netto del contributo, non sul prezzo pieno. Per chi finanzia un macchinario con un mutuo agevolato Sabatini e vuole anche l’iperammortamento, il calcolo dei due benefici va fatto insieme, non in sequenza, per evitare di sovrastimare il vantaggio fiscale netto da presentare al cliente o in bilancio previsionale.
Le risorse pubbliche possono esaurirsi come nel 2025?
Non nello stesso modo. La vecchia Transizione 4.0 funzionava a sportello con prenotazione delle risorse in ordine di arrivo, ed è arrivata a esaurimento fondi nel novembre 2025. L’iperammortamento 2026 cambia meccanismo: il Ministero dell’Economia monitora nel tempo gli oneri comunicati da GSE e MIMIT, senza un contatore che blocca le nuove domande al primo euro esaurito, secondo la ricostruzione di Innovation Post. È una misura di tutela del bilancio pubblico, non una graduatoria cronologica fra imprese: la comunicazione preventiva alla piattaforma GSE, attiva dal 12 giugno 2026, resta comunque il passo che rende opponibile il diritto al beneficio, e va inviata prima di considerare l’investimento coperto.
Cosa deve fare un consulente prima che il cliente ordini il macchinario?
Scadenza: la finestra investimenti chiude il 30 settembre 2028, ma la sequenza corretta parte molto prima dell’acquisto.
- Verificare che il bene rientri negli allegati IV o V della legge 199/2025 e che sia previsto il requisito di interconnessione.
- Proiettare la capienza fiscale dell’impresa per i prossimi tre-cinque anni, non solo per l’anno dell’investimento.
- Confrontare il piano di ammortamento fiscale del bene con la durata di un eventuale contratto di leasing, per stimare la differenza reale nei tempi di recupero.
- Se l’investimento è anche coperto da Nuova Sabatini, calcolare la base di maggiorazione al netto del contributo prima di promettere un risparmio fiscale al cliente.
- Inviare la comunicazione preventiva sulla piattaforma GSE come primo atto formale, non come ultimo passaggio burocratico.
Chi tratta l’iperammortamento come un semplice sconto fiscale rischia di consigliare la forma di finanziamento sbagliata. Chi lo tratta come una leva di cassa, da abbinare alla forma tecnica di acquisto più adatta al profilo di redditività del cliente, ne ricava un vantaggio che l’acquisto diretto, da solo, spesso non dà.
Vai più a fondo
Fonti primarie: MIMIT, scheda del nuovo piano Transizione 5.0/iperammortamento · ReteAgevolazioni sui tempi di recupero in leasing · Fiscal Focus sul cumulo con la Nuova Sabatini.
Approfondimenti: Nuova Sabatini, requisiti e importi · Transizione 5.0, la guida · Rating bancario MCC, cosa vede la banca.
Tempo di lettura: 5 minuti